Christine Lagarde è una delle donne più potenti d’Europa. Da sette anni guida la Banca centrale europea, l’istituzione che decide il costo del denaro nell’Eurozona, e ora ha deciso di lasciare, quasi nove mesi prima. Il motivo è insolito: vuole tornare a parlare liberamente, cosa che una persona nel suo ruolo non può fare, vincolata dalla neutralità e dall’indipendenza dell’istituzione. La domanda nasce dunque spontanea: cosa dire la francese di così importante da rinunciare alla presidenza della Banca centrale europea? Ed è un caso che solo due mesi dopo il suo addio la Francia eleggerà un nuovo presidente, con due estremisti euroscettici in netto vantaggio?
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